Geopolitica e Chaos


Commento

Riproduco il commento di un anonimo utente del blog di un amico, siccome ben costruito ed espresso con un buon italiano.
Sostanzialmente dissento, perché ritengo che il chaos sia apparente e che i principali attori della soap opera in corso siano mere teste-di-legno oppure persone inserite nell’organigramma di più alto livello, immediatamente sotteso ai veri Padroni che da secoli ed ancora oggi baloccano il mondo.
Cioè le grandi e storiche famiglie capitaliste ( Rothschild, Agnelli-Elkann, Du Pont, Goldsmith, Rockfeller, Warburg … ), in altre parole la ”Élite apolide”. Che pare essere divisa in due fazioni maggioritarie, impegnate in una contesa il cui conto lo pagano e lo pagheranno i popolani.

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Cito il post dell’amico UUIC [1]:

”Pro e contro

Ascoltavo alla radio, ieri mattina, l’incredulità arrabbiata per i dazi programmati da Donaldo Trump. “Nessun dazio per le auto fabbricate negli SUA”. Ritengo una decisione razionale, anche se in un contesto messo male (prodotti dell’industria manifatturiera statunitense sono, generalmente, di qualità scarsa). Finalmente un qualche passo in direzione di una qualche minore interdipendenza.

Sempre il signor Donaldo Trump ha ripetuto, con enfasi, che si prenderanno la Groenlandia. Non si tratta affatto di indipendenza ma di impero che si prende quel che vuole nelle colonie, più o meno ciò che fanno o faranno la Russia, la Cina con le loro colonie attuali o future.

Tutto ciò che ha pro ha dei contro. Più passa il tempo e più questa realtà emerge come assioma granitico del vivere.”

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Come detto, reputo che l’intervento dell’utente sia comunque meritorio e lo cito [2]:

”Il panorama geopolitico contemporaneo, più che mai, sembra un grande teatro dell’assurdo dove le trame si intrecciano con una leggerezza che rasenta la comedia dell’arte. Se osserviamo con attenzione, potremmo quasi scorgere dietro ogni gesto politico la finzione di un gioco di potere che non ha nulla a che fare con la realtà, ma solo con l’apparenza di una stabilità che ormai non esiste più. Non c’è più spazio per le illusioni. Il mondo è ormai un mosaico di ambizioni sbagliate, frustrazioni mal gestite e conflitti di interesse mascherati da dichiarazioni altisonanti. E tutto si svolge sotto lo sguardo distratto di chi dovrebbe capire, ma non riesce a farlo. La geopolitica, quel campo tanto serio dove si giocano le sorti di nazioni e popoli, si è trasformata in una farsa, un circo in cui la logica è stata bandita e ogni mossa sembra essere il frutto di una mente disordinata e delirante. Come se non bastassero le dichiarazioni dei leader, sempre più inclini a mascherare l’imperialismo con il linguaggio dell’autodeterminazione, oggi ci troviamo di fronte a un assalto all’arte della diplomazia, dove si fa un gran parlare di “indipendenza” e “sovranità” per giustificare i peggiori tentativi di dominazione. Eppure, se si scava sotto la superficie, la realtà è ben altra: si tratta di un’arte perfetta, quella dell’inganno, che gioca con le parole e sfrutta l’ignoranza per ottenere risultati che sarebbero impensabili in un mondo razionale. Eppure, la risata, quella sardonica, quella che sfiora l’indignazione, ci viene da chi scrive, dal giornalista che, con un sarcasmo ben calibrato, non ha paura di chiamare le cose con il loro nome. In questo mondo di apparenti vittorie e sconfitte, non c’è traccia della tanto agognata “democrazia” che dovrebbe essere il faro guida. Ma dove si trova, in effetti, questa democrazia se i potenti la piegano a loro piacimento? Dove si nasconde quando chi la rappresenta si fa schiacciare da interessi economici, strategici, imperialistici? Non è forse vero che la geopolitica moderna si è trasformata in un’arena in cui l’apparenza, l’immagine, la manipolazione dell’opinione pubblica sono gli unici mezzi per governare? Ogni tanto, qualcuno alza il dito e accusa la crescente polarizzazione politica, ma il vero problema non è la polarizzazione. Il vero problema è che il sistema stesso ha perso la sua capacità di autogovernarsi, di proteggere gli interessi della gente comune. Si parla tanto di “imperialismo”, come se fosse qualcosa di nuovo, come se le potenze globali non avessero sempre esercitato il loro controllo con modalità più o meno nascoste. Eppure, la realtà è che oggi tutto è più trasparente, più cinico, e forse più disturbante, con i leader mondiali che si affrettano a dichiarare il loro dominio su terre che nemmeno hanno mai visto, ma che considerano come uno spazio vitale da annettere. È questo il “nuovo ordine mondiale” di cui parlano? O è solo l’ennesima manifestazione di un egoismo senza limiti, che usa la geopolitica come uno strumento per consolidare il proprio potere? Tra un tweet di Trump e una dichiarazione sfrontata di un leader europeo, la geopolitica è diventata un gioco di prestigio dove i popoli sono solo spettatori impotenti. E tutto questo è condito da un sarcasmo che non può fare a meno di sorridere amaramente. Perché, alla fine, non è la geopolitica che è in crisi, ma la nostra capacità di guardarla senza una profonda, quasi dolorosa, disillusione.
Siamo davvero pronti ad accettare questo stato delle cose? La geopolitica dell’oggi non ha più nulla della nobiltà che forse un tempo le apparteneva. È una commedia con attori sbagliati, un copione scritto da chi non sa più distinguere il vero dal falso, ma sa perfettamente come mascherare la realtà per mantenere il proprio dominio. E noi, spettatori di questa tragicommedia globale, possiamo solo ridere nervosamente, consapevoli che, alla fine, il gioco andrà avanti fino a quando qualcuno non deciderà di cambiare le regole. Se mai accadrà.”

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Note

[1] : ”Pro e contro”, Un Uomo In Cammino, Blogger, 28 marzo 2025, [ https://unuomoincammino.blogspot.com/2025/03/pro-e-contro.html ].
[2] : commento, in ”Pro e contro”, Un Uomo In Cammino, Blogger, 28 marzo 2025, [ https://unuomoincammino.blogspot.com/2025/03/pro-e-contro.html?showComment=1743183406001#c7107088170421179015 ].

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